sabato 4 ottobre 2014

Dieci anni fa la scomparsa di Lello Martone: quando l'arte a Vasto ruotava attorno alla Petite Galerie

Una grande associazione di amici pittori: alcuni "personaggi" ritratti dal pittore Nicola D'Adamo (1961) nel bar "Petite Galene" ai portici di Corso Italia, di Lello Martone. In alto a destra: Cassiere Lino Ercolano; a sinistra il cameriere Jack: il pittore Nicola D'Adamo; il pittore Filandro Lattanzio; poi: il pittore Michele Ronzitti. il pittore Ennio Minerva; Lello Martone; una "formosa" cliente; Michele Benedetti (detto "racano" direttore dell'Arte della Stampa».
(Archivio Mary Martone)
La mitica "Petite Galerie" di Lello Martone 
di Giuseppe Catania









Era sotto i portici di Corso Italia, nel suo Bar di Palazzo Ruzzi, e l'aveva intitolata "Petite Galerie", diventata ben presto il "covo" di tanti esponenti dell'arte pittorica vastese e dove si avvicendavano anche artisti italiani e stranieri che ruotavano attorno alla Mostra Nazionale di Pittura Figurativa "Carlo della Penna" che, nelle prime tre edizioni aveva la caratteristica di "estemporanea". La Petite Galerie l'aveva fondata Lello Martone, un autentico protagonista e mecenate dell'arte, definito il "pirata degli artisti".
Lello Martone non è più, come tanti altri artisti che sono stati ospiti nella Petite Galérie. Egli ha lasciato un memoriale gelosamente custodito dalla figlia Mary, affinchè "non svanisca nell'oblio il
ricordo di questa rassegna" come ha scritto Lello. 
Lello Martone in un memoriale racconta la sua Petite Galerie

"Dopo la prima mostra dei pittori vastesi contemporanei (n.d.r Ottobre 1959) Lucia Borghi Perrozzi, Franco Paolantonio, Saverio Della Guardia, Nicola Galante, Carlo D'Aloisio da Vasto, Filandro Lattanzio, Vincenzo Canci, Michele Fiore, Luigi Martella, Ennio Minerva) del cui comitato fui membro, per non lasciar cadere in un effimero ricordo l'avvenimento, pensai di istituire nel mio locale ai portici di Corso Italia, una mostra permanente dei pittori vastesi partecipanti alla rassegna", racconta Lello Martona. "Interpellai gli amici ed ebbi da essi una lodevole approvazione ed
adesione all'iniziativa, donando una loro opera da esporre. Il primo fu Ennio Minerva il più giovane dei pittori partecipanti: donò una sanguigna, raffigurante il volto di un personaggio che aveva posato per lui.
Dopo molto tempo scoprii che era l'effigie del fratello Alberto. Il secondo fu Filandro Lattanzio con due opere; poi Luigi Martella, con due opere e poi, man mano, vennero gli altri. Ricordo che quando venne Galante gli dissi che Filandro aveva aderito con due quadri ad olio. Mi disse: "addirittura ti ha mandato
due quadri! Va bene; mi hai convinto, ti lascerò anch'io qualcosa". Dopo tre giorni donò un piccolo carboncino con la promessa che mi avrebbe mandato un
dipinto: mai arrivato. Andai a Torino, insieme a mia moglie, per la mostra dei quattro grandi di Torino; siamo stati alla Mostra ed a fargli visita. Lui contentissimo si recò in camera, lo seguii e preso il quadro promesso disse: "devo ancora ritoccarlo in qualche punto". Ma il quadro non arrivò. I numerosi
artisti provenienti da tutta Italia, nel loro soggiorno a Vasto, spesso si intrattenevano
nei portici ai tavoli del caffè: era il loro punto di riferimento per incontrarsi e conversare, ed io mettevo a loro disposizione per ogni evenienza, tutto quello che poteva servire, con ogni possibile gentilezza e per il buon nome di Vasto.
Li accompagnavo nei luoghi da ritrarre, li facevo intervistare dalla RAI che l'amico Dino Tiboni inviò da Pescara con tanto piacere.
Tutto il comitato si prodigò con fervore per la sistemazione negli alberghi e per l'allestimento della mostra. Tutti i componenti del Comitato offrivano calorosamente i loro servigi per dare una buona impressione della città. La Mostra era splendida più che mai, sfoggiava i colori più belli che la natura ha regalato a Vasto: raggiante di sole, palpitante e festosa, un formicolio di gente che si spostava da un cavalietto all'altro, formando capannelli attorno ai pittori per vedere cosa ritraevano con la loro bravura; a Piazza Rossetti, a porta Catena, al muro delle Lame, a Portone Panzotto.
Belvedere Romani, San Michele; alla marina, sulla scogliera. San Nicola, Punta Penna. Tanti erano i partecipanti e tutti professionisti di talento. Molti pittori venivano 3-4 giorni prima per scegliere l'inquadratura loro gradita e si intrattenevano in Città dopo la premiazione per altri 2-3 giorni stregati dal nostro impareggiabile golfo e dalla affettuosa cordialità profusa dai figli di Vasto.
In quell'occasione nella Petite Galerie venne installato un grande pannello su cui i pittori segnavano il loro autografo. Mi fu richiesto se potevano aderire alla Petite Galerie ed io acconsentii volentieri".

La Petite Galerie in poco tempo, si trasformò in una grande associazione di amici artisti. Se ne occupò la stampa, la Rai. Ha inizio così la mia avventura: allestire mostre di pittori e scultori aderenti, senza alcun onere. Portare a conoscenza i loro successi, i premi conseguiti, far presente le tecniche gli stili, le tendenze, la rassegna stampa che veniva esposta in vetrina.
Si formò un cenacolo ove si riunivano gli artisti: pittori, scultori, poeti, scrittori, giornalisti, critici, le giovani leve delle arti locali. In un concorso di pittura convinsi il pittore Luigi Martella (che era un figurativo puro ed un paesaggista di squisita fattura), a partecipare cambiando il suo stile di artista "palizziano". Ci provò con due opere segnate da una avvincente policromia. Venne premiato e le opere acquistate.
Pregai il poeta Giuseppe Perrozzi di convincere la moglie, la pittrice Lucia Borghi, di eseguire un'opera
astratta, in antitesi con la sua formazione figurativa. Ella eseguì una stupenda "piramide" composta da cristalli trasparenti dai colori bellissimi, che venne esposta in un pannello centrale. Venne apprezzata dai visitatori e dopo alcuni giorni un signore giunto da Milano, osservata l'opera, la volle acquistare. Tutti gli artisti che frequentavano la galleria erano in contatto epistolare. I giovani e promettenti artisti che studiavano a Vasto portavano qualche opera alla Galleria e la maggior parte di loro vendevano, tanto
che i frequentatori della galleria mi appiopparono l'appellativo di "pirata", sinonimo di mecenate.
In occasione di un incontro al "cenacolo" della galleria il poeta Armando Trisinni di Anagni, il 20 luglio 1960 mi dedicò questo stornello che venne poi musicato dal Maestro Polsi: Fior del pennello / a Vasto dell'Abruzzo gran gioiello / ogni pittore manda uno stornello / fior del pennello. / Fiorin Fiorello /e al dinamico Martone Lello / diciam che a Vasto ogni colore è bello, / Fiorin Fiorello.

LA MITICA TELA CON GLI AUTOGRAFI DEI PITTORI 


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